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Padre dell'omeopatia è Samuel Hahnemann, medico tedesco nato a Meissen in Sassonia nel 1755. Uomo inquieto e medico brillante entrò presto in contrasto con la classe medica dell'epoca ancora fortemente influenzata dalle teorie mediche di Galeno (129- 199 d.C.) e dalle superstizioni medioevali. Nel 1787 Hahnemann attraversò una profonda
crisi personale causata dalla inadeguatezza dei mezzi di cura a sua disposizione
e si ritirò dall'attività medica per dedicarsi allo studio
e accettò l'incarico affidatogli da un editore di tradurre la "Materia
Medica" di Cullen, eminente medico scozzese suo contemporaneo, osservò
all'interno di un paragrafo relativo all'utilizzo terapeutico della China
un'affermazione che gli suscitò molti dubbi. Secondo Cullen, infatti,
le proprietà febbri fughe della corteccia di China, utilizzate
nella terapia della malaria, erano da attribuirsi alla sua azione "corroborante"
sullo stomaco. Ad Hahnemann questa affermazione non convinceva, infatti
egli conosceva molte piante che avevano una simile azione astringente
ed amara, ma che mancavano del tutto dell'azione antifebbrile. Decise
quindi di sperimentare su se stesso gli effetti della China assumendone
ogni giorno una certa quantità e annotando scrupolosamente tutti
i sintomi che comparivano. Durante la sperimentazione vide manifestarsi
un quadro d'intossicazione i cui sintomi erano sovrapponibili a quelli
della malaria, ovvero che, la China, terapico per eccellenza contro i
sintomi della malaria, era in grado di provocare in un individuo sano
la stessa sintomatologia riscontrabile nel malato. Questa personale sperimentazione
convinse Hahnemann della validità del concetto di similitudine
tra farmaco e malattia enunciato da Ippocrate nel Va secolo avanti Cristo: Dopo la prima fortunata sperimentazione con la China, Hahnemann iniziò ad intraprendere una lunga serie di prove con molte altre sostanze utilizzando inizialmente se stesso come "cavia", poi coinvolgendo altri medici. In queste prove Hahnemann, per ridurne la tossicità, iniziò ad utilizzare dosi sempre minori di farmaco e contemporaneamente cominciò ad agitare le soluzioni contenenti tali rimedi con vigorose succussioni (poi chiamate dinamizzazioni) atte a rendere, sempre secondo Hahnemann, più efficaci le miscele. In questo modo scoprì che man mano aumentava la diluizione dei farmaci e contemporaneamente anche il numero di succussioni, essi non solo non risultavano più tossici, ma anche più potenti nella loro azione; le basi dell'omeopatia erano state gettate. Tutte le esperienze di Hahnemann sull'azione fisiologica delle droghe sull'organismo vennero raccolte dall'autore nel "Organon" pubblicato in prima edizione nel 1810, mentre è del 1811 la prima edizione della sua "Materia Medica", ovvero la
La terapia omeopatica quindi è la repertorizzarione, ovvero la raccolta, di tutti i sintomi sia fisici che mentali presentati dal malato e la loro gerarchizzazione in ordine di importanza in modo da consentire la terapia con i rimedi diluiti e dinamizzati descritti all'interno della Materia Medica. Con il continuare delle sperimentazioni Hahnemann divise i rimedi omeopatici in due classi: i "Grandi Rimedi" (o Policresti) i quali hanno un'estesa patogenesi capace di produrre sia sintomi fisici che mentali e che vengono soprattutto utilizzati come "Rimedi di Fondo" (o Costituzionali) nelle patologie importanti, ed i "Piccoli Rimedi" che invece coprono solo sintomi locali e della modalità ed hanno quindi un' azione più sintomatica. Hahnemann continuò la sua ricerca per
tutta la vita sperimentando sempre nuovi rimedi e diluizioni più
elevate ottenendo sempre maggiore fama e successo. Si trasferì
in varie città europee fino ad approdare a Parigi dove morì,
ricco e famoso, a 88 anni nel 1843 e dove riposa nel cimitero monumentale
di pere Lachaise.
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