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LA KINESIOLOGIA
La medicina omeopatica

La kinesiologia è un metodo di indagine medica che analizza la caduta del tono di un singolo muscolo o di una catena muscolare dipendente dalla presenza di alterazioni posturali e condizioni patologiche dell'organismo.
Essa utilizza la stimolazione di determinate aree cutanee, attuate con intensità e direzioni diverse, le quali possono rafforzare o indebolire il tono di determinati muscoli o gruppi muscolari.
Il fenomeno si verifica perché l'organismo, contrariamente a quanto si crede, è estremamente sensibile ad ogni minima variazione dell'ambiente circostante dell'energia del proprio corpo, tanto che, come ha dimostrato R. Fejnman, premio Nobel per la fisica, bastano cinque o sei fotoni per eccitare i recettori ottici e le fibre nervose.
Poiché l'organismo è così sensibile alle quantità infinitesimali di energia, che solo i più sofisticati strumenti usati nella fisica quantistica possono recepire, possiamo affermare che nelle opportune condizioni di esame con il metodo kinesiologico il corpo umano è il più perfetto strumento di misura di sé stesso.
L'esame consiste nel valutare il tono di un muscolo o di un gruppo muscolare e di verificare se il contatto di una sostanza o la stimolazione di una parte del corpo rafforza o indebolisce il muscolo in questione o non cambia nulla. La risposta è sempre di tipo binario, cioè o tutto o niente, o positiva o negativa. La metodica kinesiologica utilizza il test muscolare come completamento diagnostico, mezzo di verifica dell'anamnesi, controllo della terapia da applicare e di accertamento degli effetti della stessa. Tale metodica possiede i requisiti della scientificità galileiana, ovvero è possibile produrre il fenomeno, annullarlo, e riprodurlo per quante volte si desideri.
La zona del corpo definita positiva, capace cioè di indebolire un muscolo precedentemente valutato, può essere identificato nei punti di agopuntura appartenenti ai meridiani energetici, oppure ad aree cutanee che appartengono alle unità metameriche dell'organismo. Queste aree chiamate dermalgie riflesse di Jarricot sono delle specifiche zone cutanee riflesse che vanno ricercate con una metodica particolare chiamata palper-rouler ed esprimono sempre, quando sono presenti, la sofferenza e la disfunzione del viscere corrispondente anche quando è assente la sintomatologia dolorosa. Ciò avviene per l'esistenza di relazioni fisico-anatomiche tra viscere e cute per mezzo dei rami perforanti anteriori neurovegetativi di un nervo toraco-addominale. Queste nevralgie riflesse sono distribuite sulla regione anteriore del tronco.
Queste zone cutanee, attive in caso di dolorabilità, latenti in assenza di dolorabilità, corrispondono a condizioni di aumentata richiesta metabolica o di diminuito metabolismo energetico. Sono sede di una sofferenza tissutale, con irritazione dei recettori nervosi ed eccitazione delle fibre afferenti, a loro volta responsabili di fenomeni autonomi riflessi locali e proiettati a distanza dal focolaio infiammatorio.
L'indebolimento del muscolo che rimane tale per circa due-tre secondi dopo la stimolazione della suddetta area cutanea , è dovuta ad una momentanea desincronizzazione inibitoria sull'area motoria cerebrale, trasportata dalle fibre Alfa, Beta e Gamma della sensibilità tattile pressoria, le quali senza interruzione vanno a costituire i fasci gracile e cuneato rilasciando alla sostanza gelatinosa del Rolando un collaterale ad azione inibitoria sulla muscolatura volontaria
La validità di questa procedura diagnostica può essere rilevata dalle immagini di risonanza magnetica nucleare permettendo di definire l'attività cerebrale. Sia per la ricerca di base che per l'utilizzazione in terapia è possibile focalizzare l'attenzione sull'anatomia, biochimica e fisiologia cerebrale e ricavarne alcune misurazioni.
Questi studi sulla risonanza magnetica nucleare sono stati condotti dal Prof. Frahm al Max Plance Institut di chimica e biofisica di Gottingen. Non solo i pensieri, ma anche i piccoli movimenti delle singole dita posizionate sulle parti del corpo possono essere rappresentati graficamente. Le differenti immagini riferite,attivazione di aree della corteccia motoria, ad azioni così piccole come il mutamento delle posizioni delle dita su aree del corpo forniscono una conferma delle esperienze ottenute dalle analisi kinesiologiche e l'adeguatezza di questa procedura diagnostica.

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